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“Fail fast”, sbaglia prima possibile. Questa esortazione ha fatto carriera ed è diventata lo slogan più famoso dell’approccio agile.
Il concetto che sta dietro è chiaro: prima sbagli, prima capisci di aver imboccato la strada sbagliata, (quindi) prima cambi direzione.
Ma “sbagliare” non implica necessariamente “capire”, e “capire” non porta automaticamente a “cambiare direzione”. Tra questi tre termini possono esserci di mezzo mari sconfinati. Inoltre, lo slogan non specifica di quali errori stiamo parlando. Semplicemente, invita a compierli al più presto.
Anche la cosiddetta “cultura dell’errore” suggerisce di celebrare i fallimenti. Ma quali fallimenti dobbiamo celebrare? Tutti? O dobbiamo selezionarli? E come?
Presi così, lo slogan “fail fast” e l’invito a “celebrare i fallimenti” sono molto pericolosi.
Sì, perché gli errori non sono tutti uguali, come ci spiega molto bene Amy Edmondson nel suo ultimo libro Il giusto errore. La scienza del fallire bene, pubblicato da Egea.
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