Il battito al cuore del business

Da qualche anno ci sentivamo fuori posto nel mondo della consulenza aziendale, dove operiamo dal ‘90. Centinaia di progetti considerati “di successo”.
Tanta gratitudine da migliaia di persone.  Ma, dentro, cresceva la frustrazione: fuori dai progetti,

troppo poco si trasformava nelle organizzazioni, rispetto a quanto serve in quest’epoca tutta nuova.
Troppa lentezza, troppa distanza tra i problemi e le decisioni, troppo talento sprecato in ogni postazione, scrivania…
e in circolo stress, paura, de-responsabilizzazione…

Insieme ai clienti, cercavamo un modo e un senso diverso.
Fiato corto. Tuffi a vuoto nel cuore.
Non stavamo bene.
Con alcuni committenti abbiamo sentito la voglia di ricominciare a imparare, di co-progettare per scoprire nuove strade.
Insieme, ci siamo trasferiti in frontiera.
Nel 2017 abbiamo fondato PRIMATE.
Volevamo guardare negli occhi questo mondo che si sta facendo.
Con la passione, la responsabilità e l’audacia di far germogliare insieme capacità, vulnerabilità e imperfezione. Per lasciare emergere visioni e gesti nuovi.
Siamo tornati all’origine, dove le azioni plasmano il corpo, la mente e il mondo.
Insieme ai nostri compagni di viaggio abbiamo iniziato a liberare energie e talento diffuso.
Accendiamo il coraggio che scalda la paura, sperimentiamo.
Anche con migliaia di persone.
E mettiamo in circolo discipline e strumenti nuovi per impastare lavoro e senso.
Giorno dopo giorno.
Persone, aziende e comunità possono accordare il loro respiro e il loro battito.
Per far pulsare il cuore del business.

Le organizzazioni di oggi hanno strutture nate in un altro tempo.

Un mondo nuovo può fare a meno di una forma nuova?

Pensare, decidere, agire sono parti di un unico flusso

Cosa ci guadagniamo a separarle?

Facciamo continuamente piani che non riusciamo a rispettare.

Dedichiamo le stesse energie al futuro che nel frattempo si realizza?

Le aziende premiano l’assenza dell’errore, a costo di imbrigliare la sperimentazione.

È così che si preparano al futuro?

Le platform rivoluzionano le modalità di incontro tra chi produce, chi consuma e chi sviluppa.

Le aziende possono continuare a ignorarle?

Le platform hanno integrato gli stakeholder nella catena del valore.

Vogliamo portare questa logica in azienda?

Le platform funzionano sulla trasparenza, l’interazione, la collaborazione e lo sharing.

Niente da imparare?

In architettura, le strutture facilitano o impediscono la vita e le attività.

E nell’organizzazione?

Il potere è tipicamente concentrato al Vertice.

E’ questa la scelta migliore per rispondere alle esigenze dei clienti?

Nelle nostre organizzazioni pochi dicono ai tanti cosa fare.

Davvero ci stupiamo se motivazione e engagement sono bassi?

Quello che otteniamo è sempre troppo poco rispetto a quello che serve.

Come facciamo non è parte del problema?

Da anni scegliamo le persone basandoci sulle competenze.

È ancora sufficiente?

Il lavoro, in un mondo che cambia, chiede continuamente di apprendere.

La valutazione delle prestazioni serve a questo?

Assessment su competenze e motivazione…

Basta per cogliere la pienezza della persona?

A cosa serve lo sviluppo del talento di pochi

se gli altri non usano la loro bravura?

Nelle aziende si scrivono troppe mail e c’è poca comunicazione.

Possibile che non ci sia una soluzione?

Le riunioni sono spesso una perdita di tempo.

Perché continuiamo a farle nello stesso modo?

I programmi di leadership sono sempre destinati ai capi.

Ha ancora senso una leadership non diffusa?

Creiamo situazioni organizzative in cui nessuno di noi si vorrebbe trovare.

Non è ora di dare fiducia al nostro desiderio di benessere?

“Che cosa voglio dare agli altri, alla comunità, al mondo?”

Se fosse questo il senso di ciò che facciamo?

La vocazione non è considerata cruciale dalle aziende.

Nulla a che fare con la redditività?

Passioni, sentimenti, intuizioni.

Cosa accadrebbe se fossero al servizio del business?

Esistono correnti di bisogni e urgenze che non sanno di essere una community.

Come intercettarle?

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Il team di Primate

 

Il nostro headquarter è Spaces Porta Nuova a Milano. Abbiamo scelto un co-working, perchè anche il concetto di ufficio ha bisogno di essere completamente ridefinito.
Supportiamo l’evoluzione della mentalità, dell’architettura e dei processi per costruire modalità comuni di lavoro più potenti per le organizzazioni e ricche di senso per le persone.

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La Newsletter di Primate
Cosa hanno in comune le persone resilienti?

Il modo in cui affrontiamo una crisi o un evento traumatico, come ad esempio la pandemia da coronavirus, dipende in buona parte da quanto siamo resilienti. Per resilienza si intende l’abilità di superare un’esperienza difficile e sapersi adattare, andare avanti e saper trarre degli spunti di crescita. Il livello di resilienza di un singolo è dettato dalla combinazione di tratti genetici, della storia personale e dal contesto situazionale della persona. Karestan Koenen, professore di epidemiologia psichiatrica ad Harvard, sostiene che ci siano degli elementi influenzati dalla genetica, come il livello di estroversione di una persona o di propensione al rischio, ma non è corretto affermare che alcune persone nascono più resilienti di altre.

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(Ri)Pensare la formazione ai tempi del Coronavirus

 

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Nove Marzo 2020 di Mariangela Gualtieri 

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 Gli Eventi di Primate

Un’occasione unica per confrontarsi con i trend mondiali dell’evoluzione organizzativa.
E ispirarsi.

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SENSE & RESPOND

Chi ha la responsabilità di guidare le organizzazioni,
ha anche quella di cercare la nuova strada.

Sense & Respond – percepire e rispondere – è una sintesi semplice, ma rivoluzionaria. Perché svela, con l’esempio di casi aziendali, che il modo di pensare e operare di molte organizzazioni è figlio dell’era industriale. Che è finita. Niente è più come prima, anche se non sembra. Siamo nell’era digitale: un’epocale discontinuità culturale prima ancora che tecnologica. Leggi di più

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Oltre le Illusioni, là dove il nuovo nasce

Parole da riaccendere nelle organizzazioni