Clicca qui per leggere l’articolo
Se passiamo dalle macchine aziendali, in cui tutto dipende da prevedere e controllare, alle aziende-organismi viventi in cui tutto dipende da percepire e rispondere, cosa può succedere?
Se andassimo in bicicletta come cerchiamo di gestire oggi le nostre aziende, ci dice Frédéric Laloux nel suo libro Reinventare le organizzazioni prendendo uno spunto da Brian Robertson, ci comporteremmo all’incirca così: istituiremmo un comitato per pianificare questa attività; faremmo analisi sulle possibili strade da percorrere, interrogandoci sui rischi e sulle possibilità; studieremmo le curve, le pendenze, cercando di prevedere dove la bicicletta potrebbe essere e quando; faremmo un piano; nomineremmo un responsabile del progetto; prepareremmo diagrammi e metteremmo in atto una serie di controlli per assicurarci che tutto vada come previsto; poi, saliremmo sulla bicicletta, chiuderemmo gli occhi, terremmo il manubrio rigidamente orientato secondo un angolo calcolato in anticipo e cercheremmo di guidare la bicicletta seguendo i piani…
E se la bicicletta dovesse cadere? Beh, ci chiederemmo subito: di chi è la colpa?
Poi ci diremmo che non abbiamo analizzato abbastanza bene il percorso e ci doteremmo di maggiori controlli affinché le cose possano andare come previsto…
Vi sembra folle? Al contrario.
Articolo di Marina Capizzi pubblicato su L’Impresa, N. 11 – 2017 Gruppo24Ore
