Così il silenzio blocca la competitività delle imprese

25 Mag, 2025

 

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La sicurezza psicologica è molto importante nel mondo del lavoro e per rendere più competitive le imprese.

Molte persone, di tutte le età e a tutti i livelli delle organizzazioni, non fanno sentire la propria voce perché non sono sicure che quello che diranno verrà ben accolto. Cosa vuol dire in concreto? Beh, che anziché parlare, le persone scelgono il silenzio.

Ad esempio: non condividono le loro idee perché temono che saranno criticate e rifiutate; quando hanno una domanda preferiscono non farla per evitare il rischio di essere giudicati ignoranti o stupide; se non sono d’accordo non lo dicono, perché hanno paura di urtare la suscettibilità altrui o di essere etichettate come “rompiscatole”; quando sbagliano preferiscono nascondere gli errori per evitare di essere considerate incapaci… E via così.

Non c’è niente da fare: noi umani, quando lavoriamo insieme, ce la dobbiamo vedere con la paura del giudizio negativo degli altri. È una cosa che non sopportiamo. Dunque, preferiamo non correre rischi o, detto diversamente, preferiamo non assumerci “rischi relazionali” come li chiama Amy Edmondson, professoressa e ricercatrice di Harvard che ha portato all’attenzione mondiale il concetto di “sicurezza psicologica”, quell’elemento che ci dà il permesso di far sentire la nostra voce, considerando il contributo di tutti un elemento indispensabile per il successo delle imprese e di tutte le organizzazioni.

 

Articolo di Marina Capizzi pubblicato su Il Sussidiario