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Dott.ssa Marina Capizzi, Lei è autrice con Tiziano Capelli del libro Non morire di riunioni. Un metodo efficace per organizzare smart meeting che fanno bene alle persone e al business edito da FrancoAngeli: innanzitutto, le riunioni di lavoro servono?
Se mi sta chiedendo se si può fare a meno delle riunioni, la risposta è no. Il lavoro non è mai una faccenda “individuale”. Anche se in ufficio sei solo, anche se lavori da casa, le tue attività di lavoro sono sempre parte di un flusso più grande che le intreccia con attività svolte da altri. ù
I prodotti e i servizi che le organizzazioni offrono sono il frutto di tanti contributi che devono essere tessuti insieme. A questo servono le riunioni operative.
Perché quando “i pezzettini” non si compongono in un insieme siamo noi clienti e utenti che ne paghiamo le conseguenze.
Pensate a un insegnante che non si confronta mai con i colleghi sugli allievi. A un amministrativo che coglie un’esigenza del cliente e non la condivide con il commerciale perché “non è di sua competenza”. O un operaio che vede un pezzo difettoso ma non lo comunica perché “questo è il compito del controllo qualità”. A una Direzione Marketing che non ascolta mai chi tutti i giorni incontra i clienti, eccetera…
Quando si lavora, ci sono passaggi che vanno condivisi e risolti insieme. Altrimenti il lavoro si ferma o va avanti in maniera cieca disperdendosi in tanti rivoli che non sappiamo se e quando si incontreranno. Le riunioni di cui ci occupiamo nel nostro libro sono riunioni operative e hanno proprio questo scopo: finalizzare il contributo delle persone coinvolte in un progetto o attività per mandare avanti le cose insieme, in modo da generare il massimo valore per l’organizzazione e valorizzare al massimo il contributo di ognuno. Quindi, sì, le riunioni servono. Ma servono solo quelle utili.
Intervista di Letture.org a Marina Capizzi
