7 cose che puoi apprendere da Holacracy

Holacracy è una struttura organizzativa e un metodo di lavoro che si pone come alternativo alla gestione gerarchica convenzionale: adottato da organizzazioni profit e no-profit di innumerevoli Paesi, ci indica 7 punti da considerare quando si vuole costruire un’organizzazione decentralizzata, utili anche se non si intende fare della nostra azienda un’Holocrazia completa. 

  1. Impara ad apprezzare le tensioni. Chi pratica Holacracy riconosce che le tensioni sono potenti. In genere usiamo il termine “tensione” per riferirci alla sensazione che abbiamo quando ci accorgiamo che qualcosa non funziona bene come dovrebbe. Magari si tratta di un errore ricorrente, o di un processo non efficiente. La tensione, in questo senso, diventa una delle maggiori risorse per un’organizzazione, perché mostra la direzione necessaria per crescere e migliorare in base all’esperienza concreta e non a idee astratte.
  2. Non chiedere il permesso. Chi usa l’approccio di Holacracy segue l’indicazione “puoi fare qualsiasi cosa, a meno che non sia esplicitamente proibita”. Che è ben diversa dal principio che vige normalmente nelle organizzazioni, secondo cui non si può fare nulla a meno che non se ne abbia ottenuto il permesso. E perché senti il bisogno di chiedere il permesso? Molto probabilmente, perché senza averlo potresti causare dei problemi agli altri. Il risultato è una situazione di inattività dettata dalla paura, che blocca i singoli così come le organizzazioni. I processi di Holacracy creano invece una sensazione di fiducia nel riuscire a risolvere le tensioni.
  3. Sii egoista: se sei sicuro del fatto che una riunione abbia una struttura tale da riuscire a dare spazio alle obiezioni, opinioni e lamentele di tutti, permettendoti così di decidere se tenerne conto o meno, agisci di conseguenza e ti senti libero di esprimere esattamente ciò di cui hai bisogno, sapendo che anche le altre persone riceveranno queste informazioni. Può sembrare un comportamento egoista, mentre in realtà può essere considerato anche una cosa positiva. Se i tuoi colleghi non riescono a sapere cosa vuoi davvero, come possono aiutarti a trovare una soluzione ideale?
  4. Abbi il coraggio di non preoccuparti per gli altri. Uno degli aspetti più interessanti di Holacracy è la sua capacità di creare chiarezza rispetto ai ruoli e alle responsabilità, in modo che tu sappia perfettamente cosa rientra all’interno dei tuoi doveri. Come esseri umani, è nella nostra natura desiderare di essere d’aiuto, ma spesso questo non è il modo migliore di impiegare il tempo e l’energia, se abbiamo altre priorità su cui dobbiamo focalizzarci. Riconoscere qualcosa che esce dalle nostre responsabilità e dire “non spetta a me gestirlo” può farci sentire a disagio, ma può essere anche la cosa migliore per noi e per l’organizzazione.
  5. Non dire “noi”: l’ideatore di Holacracy, Brian Robertson, ama dire “Noi non è un buon collaboratore”. Quando senti qualcuno che dice “noi”, chiedi “chi?”. Metti in chiaro chi è davvero responsabile di quell’attività. Può capitare che non esista un ruolo specifico che debba assumersi quella responsabilità, ma allora sai con chiarezza che devi definire quel ruolo ed assegnarlo a qualcuno. Quando la responsabilità è di tutti finisce che è di nessuno.
  6. Non gestire le scadenze usando speranza e biasimo. Le scadenze sono elementi ricorrenti nelle organizzazioni. Il problema sorge naturalmente quando un evento improvviso ci richiede di cambiare le priorità, e non possiamo prevedere tutto ciò quando prendiamo un impegno per una scadenza. Le persone devono sentirsi libere di adattare e usare il proprio tempo per essere utili al proprio ruolo ed all’organizzazione. Perciò, anziché promettere “cosa entro quando” possiamo proporre previsioni e aggiornamenti quotidiani, e creare un sistema di gestione delle attività più trasparente, in modo che ognuno possa adattarsi alla realtà in continuo cambiamento.
  7. Chiarisci gli accordi. Se qualcosa funziona, lo lasciamo procedere autonomamente: “va bene finché non va male”. Quando va male – nel senso che qualcuno si accorge che qualcosa non funziona bene come dovrebbe – spesso questo succede a causa di una discrepanza tra le nostre ipotesi e le aspettative degli altri. E’ proprio in questi momenti che è utile fare degli accordi espliciti e chiarire chi è responsabile di cosa. Lasciare in sospeso sulla testa di qualcuno un accordo implicito è effettivamente una pratica poco corretta. Se qualcosa non funziona, verifica le tue ipotesi e controlla se c’è qualche accordo che puoi rendere più esplicito e chiaro.

Leggi l’articolo completo di Chris Cowan – www.blog.holacracy.org