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Marina Capizzi nel suo saggio spiega come siamo immersi nelle gerarchie e illumina il filo che unisce quelle biologiche a quelle organizzative.
Perché noi esseri umani siamo capaci tanto di cooperare quanto di confliggere tra noi, fino a farci la guerra?
Questa domanda cruciale è molto attuale in un momento in cui i venti di guerra sembrano alimentare sempre nuovi conflitti. Il libro di Marina Capizzi Non morire di gerarchia (Franco Angeli, 2023) proietta una luce originale che aiuta a fare un significativo passo avanti per trovare una risposta a questa domanda.
L’originalità sta nel tema dal quale Capizzi parte e che esplora da punti di vista inaspettati: la gerarchia. Di gerarchia noi non parliamo mai perché abbiamo forti convinzioni che ci schierano: c’è chi la considera intoccabile e chi fonte di ingiustizie e sfruttamento, e difficilmente andiamo oltre.
Ma, ci dice Capizzi, noi siamo immersi continuamente nella gerarchia, nei luoghi di lavoro e non, e dovremmo allargare la nostra consapevolezza sugli impatti che la gerarchia ha sul benessere individuale e collettivo.
Recensione su Il Sussidiario del libro Non morire di gerarchia di Marina Capizzi
