Perché la sicurezza psicologica è una scelta strategica per la competitività

19 Mag, 2025

 

Clicca qui per leggere l’articolo

 

La Sicurezza Psicologica, portata all’attenzione mondiale dagli studi di Amy Edmondson (Harvard), sta al centro della cultura di ogni sistema sociale e nell’impresa impatta fortemente sulle performance. Investire sulla psychological safety è strategico. Il tema sta diventando mainstream ma, insieme alla sua diffusione, aumenta la confusione. Quindi, capiamo che cos’è, perché e come influisce sui risultati e quali benefici concreti genera.

La sicurezza psicologica è la percezione che abbiamo, mentre lavoriamo, di poterci esporre per contribuire all’obiettivo comune. Esporci, ad esempio, per dire “non ho capito”, “non sono d’accordo”, per fare domande e proposte, prendere iniziative, assumere responsabilità, condividere errori, timori, dubbi.

Potremmo pensare che si tratti di gesti normali. Infatti, lo sono. Ma solo quando percepiamo sicurezza psicologica. Nel dubbio, “lo dico o non lo dico?”, tacciamo. Tutti, ad ogni livello, conosciamo questa esperienza. Tacciamo per evitare di essere giudicati incompetenti, inopportuni, deboli.

E così alimentiamo l’epidemia del silenzio. La spinta a parlare o a tacere, che caratterizza il clima ed è al cuore di ogni cultura organizzativa, influenza i comportamenti h24. Intendiamoci, sicurezza psicologica non è dire la prima cosa che passa per la testa. Il tema si pone quando l’esporci o meno impatta sulla qualità delle performance collettive.

 

Articolo di Marina Capizzi pubblicato su Il Sole 24Ore