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Il tema del benessere organizzativo è ovunque. Convegni, piattaforme digitali, servizi ai dipendenti. Ma di cosa stiamo davvero parlando? Equilibrio tra vita e lavoro? Benessere psicofisico? Riduzione dello stress? Sviluppo di competenze individuali? Soluzioni che semplificano la vita? C’è un po’ di tutto ma una cosa è chiara: quando in azienda si parla di benessere, si intende il benessere individuale. Infatti, si moltiplicano anche i supporti psicologici.
Le organizzazioni, un tempo luoghi dove la persona era “solo un numero”, oggi investono per il suo benessere. Quanta strada abbiamo fatto. Però. Tutta questa attenzione al benessere non significa che nelle aziende c’è troppo malessere? Allora arriviamo al punto.
Le organizzazioni desiderano soprattutto farsi carico del malessere individuale offrendo servizi ai singoli, o sono anche interessate a comprendere se il malessere dei singoli sia un sintomo organizzativo? Perché, in questo secondo caso, dovrebbero prendere in carico se stesse interrogandosi sulle cause, anziché agire solo sugli effetti. Dunque, le cause. Ne abbiamo selezionate tre.
Articolo di Marina Capizzi pubblicato su Il Sole 24Ore
