Come dire al tuo capo che sei in burnout

Al lavoro, è inevitabile avere dei periodi più intensi. Per quanto lo stress possa essere gestibile nel breve periodo, se non si allenta con il tempo e non si tiene sotto controllo la pressione si può cedere a momenti di sconforto e al burnout, ossia quell’insieme di reazioni fisiche, emozionali e mentali che si manifestano in risposta a uno stress prolungato. Tra queste ci sono, ad esempio, senso prolungato di stanchezza, mal di testa, dolori muscolari, la sensazione di non farcela ad affrontare tutto, di impotenza, la tendenza a procrastinare, la difficoltà a concentrarsi a lungo su qualcosa… Non c’è niente di male ad impegnarsi a fondo per il proprio lavoro, il problema sorge quando questo condiziona negativamente i nostri sentimenti e i nostri comportamenti. Il burnout può impiegare mesi, anche anni, prima di concederci una tregua. Ecco perché è importante essere proattivi e compiere determinati passi per gestire il problema, iniziando dal parlare della propria mole di lavoro con il proprio responsabile.

Ecco 4 consigli per mantenere una mole di lavoro affrontabile tranquillizzando il tuo capo:

1. Non favorire lo stakanovismo: certo è difficile farlo quando i tuoi responsabili si aspettano che salti le pause pranzo o prolunghi gli orari di lavoro per terminare qualcosa, anche perché sono i primi a farlo. Decidi di volta in volta come muoverti, ma evita di elogiare quei risultati, tuoi o loro, che sono palesemente stati raggiunti attraverso un eccesso di impegno e di ore.
2. Fissa dei confini appropriati: fai sapere al tuo responsabile quando può e non può contattarti dopo l’orario di lavoro, dando una reperibilità ma limitata, in modo da essere presente ma preservare il tuo work and life balance.
3.
Cerca soluzioni win win: tieni conto anche delle aspettative del tuo responsabile, e quando poni dei paletti, indica anche quando invece sarai pronto e disponibile a fare ciò che ti viene richiesto, in modo da assicurare il risultato necessario e tranquillizzare il tuo interlocutore.
4. Quando dici “no”, fallo con discernimento: a volte si teme di dire di non per non sembrare poco attento agli obiettivi del gruppo, o disinteressato, ma si corre il rischio di assumersi responsabilità eccessive o carichi di lavoro non gestibili. Valuta dunque quando ti viene proposto un compito “extra”, se è coerente con le tue responsabilità principali, se hai l’esperienza sufficiente per portarlo a termine, se ti permette di imparare o crescere, e soprattutto per quanto tempo ti viene richiesto di lavorarci e con quali risultati.

In generale, impara ad avere cura della tua salute: se osservi alcuni segnali di eccessiva stanchezza, parlane con il tuo responsabile e trovate insieme un modo per migliorare la situazione. La tua salute è importante.

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