Così si cambia l’atmosfera

1 Dic, 2025

 

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Avete presente quei momenti, mentre lavoriamo, in cui vorremmo dire la nostra su qualcosa ma alla fine tacciamo per il buon vivere? Non siamo i soli a essere sempre sul punto di morderci le labbra: una docente di Harvard, Amy Edmondson, ha messo sotto i riflettori il fenomeno e, dai suoi studi, emerge che negli uffici, negli stabilimenti, nei negozi, nelle scuole o negli ospedali il silenzio è legge sovrana. Ma l’assenza di parole a cosa porta, nel complesso? E, viceversa, cosa avremmo da guadagnare, noi e l’azienda, da una comunicazione più diretta? Ce lo spiega Marina Capizzi, consulente di direzione e di organizzazione evolutiva.

Dottoressa Capizzi, dilaga l’epidemia del silenzio…
Sì, in tantissime situazioni tacere ci sembra la soluzione più saggia, e la dinamica è presente a tutti i livelli organizzativi, dalle squadre operative ai Consigli d’amministrazione. Stiamo zitti per la paura di essere giudicati male, per evitare di prenderci un rischio relazionale (e possibili conflitti) sia con i superiori che con i pari grado. Ci lasciamo incantare, quindi, da un vantaggio immediato.

 

Intervista a Marina Capizzi pubblicato su Star Bene