PRIMATE Newsletter – Come la performance è influenzata dal nostro sistema nervoso

3 Lug, 2026

L’immagine è “I can see the whole room…and there is nobody in it” di Roy Lichtenstein

Molti leader hanno costruito la propria carriera facendo leva su determinazione, velocità e capacità di sostenere la pressione. In contesti sempre più complessi, però, spingere di più non sempre produce performance migliori. Quando le richieste aumentano, molti dirigenti reagiscono accelerando ulteriormente: lavorano di più, decidono più rapidamente e cercano di esercitare un maggiore controllo. Questa strategia può generare risultati nel breve periodo, ma nel tempo tende a ridurre autoconsapevolezza, creatività e capacità di adattamento.

La difficoltà non deriva generalmente da una mancanza di intelligenza o ambizione. Il problema nasce quando il sistema interno della persona è sovraccarico. Colmare il divario tra le richieste esterne e la capacità interna di gestirle richiede una forma diversa di sviluppo della leadership, capace di comprendere come alcune esperienze del passato continuino a influenzare il comportamento sotto pressione.

Lo sviluppo della leadership basato sulla comprensione delle esperienze che modellano i nostri comportamenti rappresenta un approccio che aiuta i leader a comprendere e gestire questi effetti. Basato su neuroscienze, psicologia e scienze comportamentali, parte da un’osservazione semplice: sotto stress le persone non accedono automaticamente al loro pensiero migliore, ma tendono a ricorrere alle strategie di sopravvivenza più consolidate, spesso sviluppate molto tempo prima.

Questi schemi possono manifestarsi attraverso ipercontrollo, evitamento del conflitto, atteggiamenti difensivi, bisogno di certezza o ritiro relazionale. Pur influenzando significativamente l’efficacia della leadership, spesso operano al di fuori della consapevolezza e risultano difficili da modificare con approcci tradizionali.

In questa prospettiva, non si fa riferimento soltanto a eventi estremi. Anche esperienze apparentemente ordinarie possono lasciare tracce durature se vissute come particolarmente dolorose o travolgenti. Essere esclusi da un gruppo, ricevere una forte critica o sentirsi ignorati possono contribuire a plasmare modalità di risposta che continuano a influenzare il comportamento molti anni dopo. Inoltre, l’esposizione a eventi traumatici può aumentare la vulnerabilità agli effetti negativi di stress e avversità future.

L’obiettivo non consiste nel soffermarsi sul passato, ma nel comprenderlo e integrarlo per rimuovere vincoli interni. Esperienze di paura, perdita di controllo o incertezza possono continuare a consumare energia mentale ed emotiva che potrebbe invece essere disponibile per attività ad alto valore come pensiero strategico, innovazione o qualità decisionale.

Questo approccio mira a sviluppare una maggiore capacità di autoregolazione, consentendo ai leader di affrontare meglio incertezza, intensità emotiva e percezione della minaccia. La performance sostenibile richiede infatti un accesso più ampio alle proprie risorse interne e una maggiore equanimità sotto pressione.

Alla base di questo percorso vi sono cinque elementi fondamentali.

  1. Il primo consiste nel riconoscere l’esistenza di un fattore limitante inconscio. Molti vincoli alla performance non derivano da tratti di personalità immutabili ma da risposte adattive sviluppate in precedenti fasi della vita e non più ottimali nel contesto attuale. I segnali emergono quando lo sforzo aumenta mentre l’efficacia diminuisce.
  2. Il secondo elemento è la creazione di un ambiente psicologicamente sicuro. Poiché questi schemi operano sotto il livello della consapevolezza, possono essere esplorati solo in contesti nei quali le persone si sentono sufficientemente al sicuro da abbassare le proprie difese e affrontare una riflessione autentica.
  3. Il terzo consiste nell’identificare le forze modellate dalla storia personale. Attraverso un percorso guidato, i leader esplorano come successi e fallimenti formativi abbiano contribuito a costruire modalità abituali di risposta alla pressione. L’obiettivo è ampliare il repertorio comportamentale e aumentare le possibilità di scelta.
  4. Il quarto elemento è la sospensione del giudizio. Le risposte legate al trauma rappresentano strategie che in passato hanno avuto una funzione protettiva. Cercare di eliminarle o combatterle tende a rafforzarle. La capacità di leadership cresce quando tali schemi vengono riconosciuti senza tentare immediatamente di correggerli.
  5. Il quinto elemento riguarda lo sviluppo della consapevolezza nel momento presente. Imparare a riconoscere segnali come tensione, ansia o chiusura emotiva permette di scegliere risposte più efficaci nelle situazioni complesse.

 

Secondo questa prospettiva, la performance migliora quando diminuisce l’attrito interno. Riducendo il peso delle reazioni automatiche, aumenta la capacità di ascoltare, riflettere e accogliere nuove possibilità invece di reagire impulsivamente. Questo non riduce disciplina o accountability; al contrario, le rafforza.

L’evoluzione dello sviluppo della leadership ha progressivamente spostato l’attenzione dai comportamenti ai mindset. Il passo successivo consiste nel rafforzare la capacità del sistema nervoso di mantenere calma, regolazione ed equilibrio anche nelle condizioni più difficili.

In un contesto caratterizzato da complessità crescente, il vantaggio competitivo della leadership dipenderà sempre più dalla capacità di operare con maggiore regolazione, connessione e cura. Le organizzazioni che investiranno in questa direzione potranno liberare nuove possibilità di performance per i propri leader e per le loro culture organizzative.

 

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