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È la distribuzione del potere decisionale, e non la leadership, a creare il campo nel quale operiamo. E il presidio dell’efficienza delle organizzazioni si sta evolvendo. Lo spiega bene un nuovo libro. Ecco come.
CHI L’AVREBBE MAI DETTO? LA GERARCHIA IN AZIENDA È UNA FONTE DI INEFFICIENZA. «LA GERARCHIA CHE STRUTTURA LE NOSTRE ORGANIZZAZIONI È UN PRODOTTO DI EPOCHE CHE NON ESISTONO PIÙ», sostiene Marina Capizzi, co-founder di Primate Consulting, che sul tema ha appena pubblicato “Non morire di gerarchia” (edito da FrancoAngeli). Indiviando un “prima” e un “dopo”. Nel passato «era possibile pianificare e guidare la domanda attraverso piani aziendali a lungo termine, c’era una netta divisione tra chi “pensava”, “decideva” e “pianificava”, da chi “eseguiva”. Pochi (i Capi) dicevano a molti (i “sottoposti”) cosa dovevano fare, e ne controllavano l’esecuzione.
Oggi, nonostante molte aziende si ostinino a fare piani dettagliati a tavolino, i cambiamenti sono continui, repentini, inaspettati», dice.
E invece? Serve presenza mentale, intelligenza, iniziativa e presa in carico ad ogni livello. Più che “Command/Planning & Control”, oggi il vantaggio competitivo si fonda su “Sense &Respond”: la capacità a tutti i livelli di percepire minacce e opportunità e rispondere velocemente. Cosa che la gerarchia che ci arriva dal passato rende impossibile.
Articolo di Marina Capizzi pubblicato su Economy
