Sei produttivo o indaffarato? Scopri le differenze

Spesso “darci da fare” ed essere in perenne movimento ci fa sentire attivi e produttivi. Ma non è detto che sia davvero così. L’ultra-man Kilian Jordan racconta un aneddoto che chiarisce la differenza: vive per lo più in montagna e ha scalato e ridisceso di corsa vette come l’Aconcagua, il Cervino, l’Everest. Quando si mette in moto, conosce perfettamente la sua meta, ma si trova spesso nella condizione di non sapere come definire il percorso: il contesto, le condizioni metereologiche, gli imprevisti gli richiedono continuamente di rinnovarlo o modificarlo. Per questo, arrivato un giorno a Barcellona, è rimasto colpito dalla sicurezza con cui le persone che incontrava passeggiavano sul lungomare: parevano così sicure nel loro procedere, anche se… non sapevano esattamente dove stavano andando.

E questa non è che una delle differenze tra le persone indaffarate e quelle produttive. Vediamo le altre.

  1. Questione di mission: le persone indaffarate vogliono mostrarsi come persone sicure di sé, che hanno una mission, e non mostrano quindi i propri dubbi. Le persone produttive hanno una mission nella loro vita e non temono di mettere in dubbio le proprie azioni, perché hanno ben chiara la propria destinazione. 
  2. Questione di priorità: le persone indaffarate ne hanno di più, quelle produttive ne hanno di meno. Ma se hai 3 priorità, hai delle priorità, se ne hai 25 hai un caos. Henry Ford ha fatto la sua fortuna non tanto costruendo automobili migliori, ma mettendo a punto un sistema migliore per costruire le automobili. Le persone indaffarate provano a costruire auto migliori, mentre le persone produttive si concentrano sul costruire un buon sistema.
  3. Dire di sì: le persone indaffarate dicono “sì” con più facilità, le persone produttive lo dicono meno spesso, per una questione di integrità che permette loro di tenere il focus su chiari valori. 
  4. Azione vs chiarezza: le persone indaffarate si concentrano sull’azione, chi è produttivo si concentra sul fare chiarezza prima di agire, sfruttando le proprie esperienze personali per capire quali attività intraprendere.
  5. Porte aperte o chiuse? Le persone indaffarate tengono tutte le porte aperte, mentre le persone produttive si concentrano su un obiettivo alla volta. 
  6. Questione di impegno: le persone indaffarate parlano di quanto siano impegnate, mentre le persone produttive lasciano che le proprie azioni parlino per loro, perché sentirsi produttivi non significa essere produttivi.
  7. Questione di tempo: chi si dichiara indaffarato ripete spesso quanto poco tempo ha a disposizione, mentre le persone produttive sanno ritagliarsi del tempo per ciò che conta davvero. 
  8. Le persone indaffarate fanno multitasking, quelle produttive si concentrano utilizzando, ad esempio la Tecnica del Pomodoro. 
  9. Le persone indaffarate rispondono in fretta alle e-mail, le persone produttive si prendono il loro tempo, per non interrompere troppo spesso le proprie attività in funzione delle priorità di altre persone. 
  10. Questione di aspettative: le persone indaffarate vogliono che le altre persone siano altrettanto impegnate e misurano le ore di attività svolte dagli altri, reagendo con frustrazione davanti alla rilassatezza dei collaboratori. Le persone produttive, invece, vogliono che gli altri siano efficienti e misurano gli output che ricevono, apprezzando quando le persone svolgono con piacere il proprio lavoro. 
  11. Questione di prospettive: le persone indaffarate parlano dei cambiamenti che vogliono fare, le persone produttive affrontano quei cambiamenti. 

Siamo nati con un potenziale unico, che non deve andare sprecato. Creare qualcosa di unico è la miglior ricompensa per noi stessi. 

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