Team: piccolo è meglio

Viviamo in un mondo di abbondanza e questo ci porta a volere sempre di più, anche nel mondo del lavoro. Alcune aziende assumono continuamente molti progettisti solo perché lo fanno tutte le altre aziende. Sono alla ricerca di talenti e vogliono il meglio, ma alla fine ottengono solo di aumentare il numero di persone nei loro team e di accrescere i livelli organizzativi, magari dedicando innumerevoli persone alla definizione di una singola attività o funzionalità.

Anziché stimolare le persone e portare effetti positivi, questo accumulo di risorse sembra essere deleterio: l’effetto Ringelmann è la tendenza dei singoli membri di un gruppo a diventare sempre meno produttivi all’aumentare delle dimensioni del gruppo. Il test in questione ha mostrato infatti come, all’aumentare delle dimensioni di un gruppo di lavoro, le singole persone sentano sempre meno di poter fare la differenza nel risultato complessivo, e diminuiscano così impegno e motivazione. 

Ci sono alcuni esempi interessanti che confermano come “meno è meglio”. Prendiamo ad esempio il progetto HTM di Nike: lanciato nel 2002, aveva l’obiettivo di rivedere e reinterpretare i modelli esistenti, e ha coinvolto solo tre persone, tra cui il CEO. Lavorare solo in tre ha permesso loro di avere tutto il tempo del mondo e un processo di produzione accelerato, impossibile da realizzare con un processo aziendale standard. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti.  Ancora, uno studio ha assegnato la costruzione di un oggetto con il LEGO a due team, uno di due persone ed un altro di quattro: il primo team ha completato l’attività in 36 minuti, mentre il secondo ha terminato l’attività in 56 minuti. Più persone ci sono nel team, più tempo ci vuole per allinearle sulla stessa onda di pensiero.

Quando le cose non funzionano la tendenza naturale è quella di aumentare l’attenzione, e gli strumenti da usare per farle funzionare: di solito, si tratta di assegnare al problema più persone, di più tempo, più risorse. In realtà il modo giusto di procedere è tagliare. Se si inizia a posticipare le scadenze e ad aumentare budget e team, non ci si fermerà fermerai mai.

Ovviamente è difficile costruire nuovi prodotti o funzionalità in un team di due o tre, ma è la proprio la presenza di vincoli che stimola la creatività. C’è un mito diffuso che per ottenere un’immagine migliore è necessaria una tela più grande. Eppure ogni creativo sa che questo è falso. Troppa libertà può portare alla mediocrità. Perché senza confini non c’è incentivo a superarli.

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