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Le riunioni, siano esse in presenza o a distanza, rappresentano la nostra quotidianità e sono parte integrante del nostro lavoro. Ma sono tutte essenziali e funzionali agli scopi?
Le stesse oramai rappresentano dei rituali consolidati nella nostra routine, ma in molti casi vengono ritenue dai partecipanti, e in parte anche dagli organizzatori, come estremamente noiose, lunghe e prive di finalità reali. Gli speaker presentano in stile monotono infinite slide non creando interazione attiva con i partecipanti e trasformandoli in passivi ascoltatori privi di iniziativa.
Come gestire una riunione per farla diventare formativa e funzionale al lavoro? Come ridurre la frustrazione derivante dalla quantità eccessiva di appuntamenti nel corso della giornata? Perché, nonostante la diffusione di questo sentimento di apatia e stanchezza non si trovano modalità diverse e interattive per generare benessere nel contesto lavorativo?
Common to Action recensisce Non morire di riunioni di Marina Capizzi e Tiziano Capelli
