FORME: Non morire di gerarchia si può

1 Feb, 2024

 

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L’evoluzione dell’attuale assetto gerarchico sarà una delle sfide più importanti che le organizzazioni dovranno affrontare nei prossimi anni. Ecco un libro per esploratori che vogliono allargare il pensiero sulla gerarchia.

PARLIAMO SEMPRE DI LEADERSHIP MA MAI DI GERARARCHIA. MENTRE LA LEADERSHIP SI OCCUPA DI COMPORTAMENTI, LA GERARCHIA DI DISTRIBUZIONE DEL POTERE DECISIONALE.

La gerarchia, e non la leadership, crea il reale campo da gioco nel quale operiamo. E noi lo sappiamo perché, nei nostri luoghi di lavoro, la gerarchia la respiriamo tutti i giorni. E sappiamo che ha effetti importanti sia sul nostro benessere sia sul nostro lavoro.

Di gerarchia, però, non si parla mai, e sulla gerarchia non scrive nessuno. “Non morire di gerarchia” di Marina Capizzi, edito da FrancoAngeli è il primo libro italiano che esplora il tema. È un libro illustrato che inizia mettendo a nudo con cruda evidenza i costi e le inefficienze generate dalla struttura gerarchica: lentezza decisionale, silos, più attenzione al capo che al cliente, difficoltà di coordinamento, de-responsabilizzazione e demotivazione, ansia, ecc. Criticità che conosciamo benissimo perché le viviamo tutti i giorni. Ma noi alla gerarchia abbiamo sempre affidato il presidio dell’efficienza e della stabilità delle nostre organizzazioni. Chi potrebbe anche solo immaginare di fare a meno della gerarchia dentro una organizzazione? Sarebbe il caos. Infatti. Il punto posto da questo libro non è “gerarchia sì / gerarchia no” (come si dibatte oggi in molta letteratura manageriale).

 

Recensione del libro Non morire di gerarchia di Marina Capizzi su FORME