Riunioni lunghe, costose, inutili, noiose: ecco gli errori da evitare

7 Set, 2021

 

Clicca qui per leggere l’articolo

 

«Le riunioni sono indispensabili quando non si ha voglia di fare nulla» ha detto l’economista John Kenneth Galbraith. E, in effetti, non godono di buona fama.

Si calcola che durante le riunioni il 90% dei partecipanti pensi (anche) ad altro e il 75% faccia (anche) altro. Il 50% delle persone le trova improduttive e il 25% delle riunioni riguarda questioni irrilevanti. Da un’indagine della Harvard Business Review effettuata nel 2017 su quasi 200 manager è emerso che: il 65% ritiene che le riunioni impediscano di terminare il lavoro e il 71% che siano improduttive e inefficienti. Non solo, il tempo che i dirigenti passano in riunione è in media di 23 ore a settimana (negli anni ‘60 erano 10). E tutto questo prima del Covid.

Ora il numero di riunioni, anche se a distanza o in modalità blended, cioè un po’ in presenza e un po’ da remoto, è ulteriormente cresciuto. Con la conseguenza che molti meeting sono inutili e, addirittura, controproducenti: fanno perdere tempo ai partecipanti e denaro alle aziende. Uno studio della scuola di management di Anversa ha calcolato che in Belgio ogni azienda perde 2.500 euro all’anno a dipendente a causa di riunioni inutili. E allora? La soluzione non è non fare più riunioni. Ma fare solo quelle necessarie. E farle bene.

 

Articolo di Marina Capizzi e Tiziano Capelli pubblicato su Millionaire