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È ancora valido il detto «errare è umano?». I social media ci perdonano qualcosa? Secondo l’esperta Amy Edmondson bisogna «detossificare» il fallimento: «Sbagliare è necessario per progredire» Paolo M. Alfieri In un mondo che tende a respingere tutto ciò che è imperfetto e che devia dalla presunta “normalità”, ci è ancora consentito sbagliare? E quanto possiamo davvero mostrare i nostri errori?
Quanto ci viene socialmente “perdonato”? Per Amy Edmondson, docente alla Harvard Business School e apprezzata leader globale tra gli studiosi di management, è molto semplice: dobbiamo assolutamente «detossificare il fallimento».
Di più: « Il fallimento è parte della vita, è addirittura qualcosa da ricercare – spiega a L’Economia Civile in collegamento da Boston –. Perché se vuoi avere successo nella vita, nel lavoro, nello sport, devi essere in grado di accettare tutto ciò che è nuovo e i cui risultati, la prima volta, potrebbero non essere quelli previsti».
Recensione del volume “il giusto errore” su Avvenire – prefazione di Marina Capizzi e Tiziano Capelli
